Mining


Bitcoin è un software innanzitutto, con licenza è open source, creato da un informatico che si fa chiamare Satoshi Nakamoto e la cui identità è rimasta segreta a lungo, fino al maggio 2016 quando Craig Steven Wright ha dichiarato pubblicamente di essere il creatore di Bitcoin.

 Il software creato da Nakamoto (col quale è possibile fare il bitcoin mining) è basato su 2 concetti principali: il peer-to-peer e la crittografia. Scopo del software Bitcoin è quello di generare una sorta di “libro contabile” virtuale e distribuito fra tutti i miner, che verifica e tiene traccia di tutte le transazioni eseguite tramite la cripto-moneta virtuale, evitando così false transazioni e le cosiddette “doppie spese” (double spending).

 Minare bitcoin, o bitcoin mining, significa partecipare a questo enorme database distribuito mettendo a disposizione la potenza di calcolo del nostro computero di un altro dispositivo dotato di processore in grado di eseguire calcoli complessi (hashing).

 Il mining dei bitcoin oggi si effettua con calcoli di enorme complessità, ed un semplice PC domestico, per quanto potente e dotato di una buona scheda grafica, è in grado di eseguire una piccolissima parte del lavoro necessario in un tempo decisamente lungo.

 Per essere chiari, in 3 giorni di attività di mining con un PC di buon livello si potrebbero ricavare circa 0,00003 BTC… stiamo parlando di UN CENTESIMO DI EURO per 72 ore di ventola a tutta velocità! Con i costi dell’energia di oggi, non è certamente un affare.

 Altro discorso ancora sarebbero i Mining Pool, gruppi di migliaia bitcoi miners al lavoro su piattaforme di calcolo distribuito, che rappresentano una soluzione cooperativa all’aumento esponenziale della complessità dei calcoli di hashing coinvolti dal bitcoin mining.

 Quindi “Minare bitcoin conviene?” La risposta più immediata è NO, se non ci si dota di una strategia e degli strumenti adatti, ma con un progetto ben congegnato, si può pensare di avviare un’attività di Bitcoin mining seria e produttiva.



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