Tempesta sulle criptovalute. Ieri la Cina ha dichiarato illegali le Ico

Tempesta sulle criptovalute. Ieri la Cina ha dichiarato illegali le Ico, vale a dire le procedure di sottoscrizione e finanziamento effettuate per creare nuove criptovalute, ordinando che qualsiasi attività di questo genere «termini immediatamente». I fondi già raccolti per le nuove Ico dovranno essere restituiti agli investitori, ha ordinato la banca centrale cinese. Il colpo si è fatto sentire sulle quotazioni del bitcoin e delle altre valute digitali come l’ethereum. Quest’ultimo ha perso il 16,3% scendendo sotto quota 300 a 285 dollari, mentre il bitcoin ha ceduto l’8% a 4.263 dollari. Ethereum, creato dal ventenne russo Vitalik Buterin, ha sofferto in modo particolare perché la stragrande maggioranza delle Ico viene fatta usando la sua piattaforma.

In Cina si stima che le Ico abbiano permesso alle aziende, in particole startup, di raccogliere l’equivalente di circa 400 milioni di dollari. Per le aziende che fanno il pieno di Bitcoin e Ether parte dell’attrattiva è data dalla facilità con la quale si può accedere ai finanziamenti senza fornire le stesse informazioni, necessarie nei processi tradizionali,

Una commissione guidata dalla Banca centrale cinese ha infatti annunciato una bando immediato dei finanziamenti via Ico: è stata stilata una lista di 60 piattaforme di exchange che saranno soggette a ispezione e a verifiche approfondite; nel frattempo le offerte di criptovalute saranno congelate.

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